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Il terremoto che ha devastato il Giappone raccontato da una persona che l’ha vissuto sulla sua pelle. La terra che trema, i palazzi che ondeggiano, il caffè che si versa sulla scrivania e i colleghi paralizzati dalla paura. Abbiamo raccolto la testimonianza di Mami Hattori, una ragazza che lavora come impiegata a Tokyo e vive a Soka, nella prefettura di Saitama. Mami racconta la paura e il dolore di questi giorni terribili. E ci spiega che i giapponesi sono molto diversi da come noi occidentali li vediamo nei telegiornali.
Dove ti trovavi quando è avvenuta la scossa?

Ero a Tokyo, nel mio ufficio che si trova al 4° piano. Paragonata a quella avvenuta a Tohoku, che si trova nel nord est, si è trattato di una scossa molto più piccola. Ma ho avuto comunque molta paura ed ho pensato che sarei morta. Alcuni colleghi urlavano. Altri erano muti e immobili, imbambolati. Per fortuna nessuno fra noi è rimasto ferito. Molti documenti sono caduti dagli scaffali, il caffè si è versato sul tavolo e il soffitto si è crepato.
Che reazione hai avuto?

All’inizio sono rimasta calma perché pensavo che il terremoto non sarebbe peggiorato. Ma poi invece è diventato sempre più forte. Non ho mai avuto un’esperienza così terrificante ed ho sentito che la mia vita era in pericolo. Adesso credo che mi sarei dovuta precipitare fuori dall’ufficio, ma mi sono limitata a rifugiarmi sotto al tavolo.
Dai TG sembra che i giapponesi abbiano reagito in maniera fredda

Pensate che abbiamo reagito in maniera fredda? Niente affatto! Siamo davvero tristi per questo disastro e non facciamo altro che piangere. E’ la crisi peggiore che abbiamo affrontato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Più di 10.000 persone risultano isolate e disperse. O morte. Adesso ce la stiamo mettendo tutta per superare questa situazione ancora più dura.
Ti preoccupa l’emergenza nucleare?

Certo. Sono davvero dispiaciuta per la gente a Fukushima che è stata esposta alle radiazioni e che è stata sfollata. Ci sono esperti che parlano di questo argomento alla TV per tutto il giorno. Ma ci sono ancora molti punti poco chiari e la gente è davvero nervosa ed insicura.
Cosa ne pensi dell’energia nucleare?

Nessuno immaginava che uno tsunami di queste proporzioni avrebbe causato un simile disastro. Se devo essere sincera non ho mai vissuto vicino impianti nucleari e finora non avevo mai dedicato molta attenzione a questo problema. Secondo me, consumiamo e sprechiamo molta elettricità, anche per avere una vita più comoda.
Adesso penso che sia un errore costruire impianti nucleari in una terra di terremoti e tsunami.
Com’è cambiata la tua vita dopo il disastro?

Questo disastro ha cambiato profondamente me e la mia vita. Attualmente siamo a corto di corrente elettrica che viene erogata a rotazione da zona a zona. I treni sono fermi, il traffico paralizzato e molti non possono raggiungere i loro uffici. In più, molte fabbriche che si trovavano nella zona di Tohoku sono distrutte. Molte grandi aziende come Toyota e Sony hanno fermato la produzione perché sono a corto di componenti che provenivano dalle aziende dell’indotto dislocate a Tohoku.
Ma non mi posso lamentare o sentirmi triste per questi inconvenienti. Ho ancora la mia vita e la mia casa. Mi sento davvero fortunata e grata del fatto che posso fare qualcosa di normale e naturale nella mia vita di tutti i giorni. Ora il Giappone è in questa terribile situazione e io spero davvero di poter fare qualcosa per migliorare la situazione della gente che soffre e per il Giappone.
Il Giappone è zona sismica. Come convivete con la paura?

Il terremoto è qualcosa di naturale per noi e generalmente non stiamo tutto il giorno a preoccuparci. Naturalmente gli esperti studiano i terremoti con impegno ed il governo si è sforzato di prendere provvedimenti nell’eventualità che si potesse verificare un grande evento sismico.
Conosci qualcuno che è stato colpito gravemente dal disastro?

Per fortuna tutti i miei familiari e amici stanno bene. Ma sono davvero triste per tutti quelli che hanno perso i loro cari o che stanno soffrendo. Mi basta leggere un giornale o guardare la TV per piangere. non riesco a immaginare come avrei reagito se mi fossi trovata a vivere la loro condizione, se avessi perso i miei cari. Sono davvero dispiaciuta per le vittime.
Il governo fa abbastanza per fronteggiare la crisi?

In molti criticano il primo ministro Naoto Kan per la sua mancanza di leadership. Ma secondo me questa situazione è davvero grave e posso capire che è molto difficile per lui gestirla bene. Proviamo rispetto per Edano, il portavoce dell’esecutivo, per come sta cercando di gestire la faccenda del nucleare.
Penso che non sia solo un problema del governo, ma anche nostro. Ognuno di noi dovrebbe fare uno sforzo per compiere un piccolo gesto nella vita quotidiana per fronteggiare l’emergenza edaiutare sia le vittime che il Paese.









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