venerdì, luglio 02, 2010

Google, manovre social In arrivo l'anti-Facebook

Google, manovre social In arrivo l'anti-Facebook

GOOGLE ME è un nome troppo azzeccato perché le indiscrezioni che girano in questi giorni non trovino alla fine una conferma definitiva. Da quando la ragione sociale dell'azienda di Mountain View è diventata un verbo, "Google Me" significa "cercami su Google", sottintendendo che apparire nei risultati del motore di ricerca è ormai quasi una conferma della propria esistenza.  E così "Google io" non poteva che essere il nome scelto per il nuovo social network con cui l'azienda punta verso le ricche e ancora inesplorate praterie del web comunitario. Un territorio ideale per veicolare l'ampia serie dei servizi targati Big G, tutti ovviamente sotto l'insegna della pubblicità di AdSense. Che non ha cittadinanza su Facebook, piattaforma chiusa nella sua autarchia pubblicitaria.
Bisbigli e conferme. Google Me non è al momento un'operazione ufficiale, ma c'è un 'tweet' d'autore che dona autorevolezza alle indiscrezioni. Kevin Rose, il fondatore di Digg, si è lasciato sfuggire twitterando sul web che Google starebbe lavorando a un social network con l'obbiettivo primario di contrastare Facebook, e che il servizio si chiamerà Google Me. Il tweet è naturalmente stato rimosso, non prima di rimbalzare per il pianeta e di trovare anche un "no comment" non proprio deciso da parte di Eric Schmidt, CEO di Google. Che alla domanda del Guardian, "State creando un social network" risponde "I won't say", un "non dirò nulla" che però dice abbastanza anche senza fantasticare granché.
L'indiscrezione sarebbe confermata anche da un ex dirigente di Facebook, Adam D'Angelo, ora responsabile della startup Quora. D'Angelo dichiara che "A Google, ci sono molte persone al lavoro su questo progetto. Hanno realizzato che Buzz non era abbastanza per competere con Facebook e stanno quindi realizzando una piattaforma totalmente nuova, ispirata proprio a Facebook".
Anti-Facebook. Per Google, il social è stato finora un discreto insuccesso. Orkut, il network di Big G, è un successo molto parziale, limitato a precise aree geografiche. E Buzz, l'estensione sociale di Gmail, è stata finora più un problema che un'opportunità. La creazione di uno spazio comunitario vero in questa era del web che va verso il 3.0, è irrinunciabile per Mountain View. E Google Me potrebbe funzionare proprio mettendo insieme Buzz e Orkut, prendendo le risorse e i contatti dal primo (milioni di utenti Gmail) e la tecnologia, riveduta e corretta, dal secondo. Foto e video si "embedderanno" praticamente da sole utilizzando Picasa e Youtube, mentre la condivisione di contenuti potrebbe puntare anche a prodotti editoriali a pagamento con Google Checkout e Newspass.
Divide et impera. Google ha ancora in mano il mazzo delle carte del web. L'azienda si è appena lanciata nel mercato dei viaggi online con l'acquisto di di Ita software per 700 milioni di dollari, e sta per lanciare a livello globale il suo negozio di musica anti-iTunes. Oltre al motore di ricerca, recentemente aggiornato e potenziato nell'algoritmo, Google è sempre più un servizio di aggregazione di servizi e contenuti, ora anche efficientemente organizzato per accettare micropagamenti. I concorrenti di Big G oggi non sono più i motori di ricerca o i portali, ma le strutture di vendita pubblicitaria sul web, che vanno a competere con AdSense. In uno scenario in cui Apple lancia il suo iAd, piattaforma pubblicitaria per iPhone e iPad e presumibilmente prepara spazi pubblicitari dentro il prossimo MacOs, mentre Microsoft raffina il suo Windows Phone 7 come ponte verso l'advertising mobile per chi sceglie di non comprare un iPhone, Google attacca oggi per evitare di difendersi domani. E forse, tra problemi di privacy e funzionamento non proprio impeccabile, oltre che a ritardi nello sviluppo della piattaforma, tra questi avversari il più debole adesso è proprio Facebook, nonostante i dati in crescita e i milioni di utenti.

Il nuovo spazio comunitario si chiamerà Google Me, anche se l'azienda per ora non ne conferma l'esistenza, e nasce per attaccare Facebook su un terreno al momento inespugnabile

 

Fonte Repubblica.it

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